Il percorso di un atleta non è fatto solo di allenamenti

Molti pensano che il percorso sportivo di un atleta dipenda, per la maggior parte delle volte, dal tipo di allenatore che incontra, da quanto si allena e dalla costanza con cui lo fa. Ed è sicuramente così, o almeno in parte.

Allenarsi bene, avere persone competenti al proprio fianco e imparare a essere costanti sono elementi fondamentali per crescere nello sport. Ma c’è una parte del percorso che si sviluppa lontano dal campo e che riguarda tutto ciò che succede quando bisogna prendere una decisione.

Scegliere una squadra, affrontare un cambiamento, capire come reagire quando si gioca meno, gestire una delusione o iniziare a immaginare il proprio futuro. Sono momenti che fanno parte della crescita di ogni giovane atleta e che possono influenzarne profondamente il percorso.

È proprio da questa consapevolezza che, negli anni, abbiamo scelto di affiancare al lavoro sul campo i nostri percorsi di Mentoring.

Un percorso di confronto pensato per accompagnare gli atleti e le loro famiglie nelle diverse fasi della loro esperienza sportiva, mettendo a disposizione esperienza, competenze e uno spazio in cui fermarsi, fare chiarezza e guardare alle proprie possibilità con maggiore lucidità.

In questi anni sono stati tanti i ragazzi che hanno scelto di intraprendere questa strada insieme a noi. Per questo, oggi, abbiamo chiesto proprio a loro di raccontarci cosa ha significato avere qualcuno con cui confrontarsi lungo il proprio percorso.

Giovanni Parravicini Borbone

Per me Extra Pass è stato una parte fondamentale della mia crescita, sia sul campo di basket sia nella vita di tutti i giorni.

Ho iniziato ad essere seguito da Extra Pass quando avevo 14 anni. Adesso, a 18 anni, posso dire di essere diventato un atleta molto più consapevole dentro e fuori dal campo. Una delle cose più importanti che credo di aver imparato è la capacità di analizzare le mie reazioni quando gioco, capire da dove nascono, perché si verificano in determinate situazioni e come poterle gestire.

Una cosa che mi ha sempre colpito di Sandro è la bravura di comprendere aspetti del mio gioco e della mia persona che nessuno ha mai notato e che pensavo fossero difficili da cogliere dall’esterno.

Un’aneddoto che ricordo particolarmente è quando a 15 anni Sandro mi portò a vedere una partita di serie C Gold per farmi capire che anche se non si trattava della serie A, arrivare a quel livello sarebbe stato molto difficile e avrebbe richiesto molto lavoro.

La cosa che mi fa sorridere è che pochi anni dopo mi sono ritrovato a quel livello e a confrontarmi con gli stessi giocatori che poco prima andavo a vedere arrivando anche ad averne alcuni come compagni di squadra.

Alessandro Tonelli

Penso che il percorso di Mentorship fatto con Extra Pass mi abbia portato a raggiungere traguardi che non avrei mai immaginato potessero essere raggiungibili. Nulla di più semplice, Sandro Marelli e Andrea Comini mi hanno sempre aiutato fin da piccolo a fare le scelte che mi hanno permesso di essere dove sono e chi sono ora. Da giovane atleta, la pressione di dover pensare al futuro è alta.

Extra Pass è sempre stato un faro guida per me e mi ha sempre fatto

sentire consapevole, fiducioso ma soprattutto orgoglioso delle decisioni che ho preso per la mia carriera da atleta professionista.

Lorenzo Comparoni

Il percorso di Mentorship con Extra Pass è stato una parte molto importante della mia crescita cestistica. In questi anni mi ha aiutato soprattutto nei momenti più difficili, quando magari le cose non andavano come volevo, giocavo meno, ero deluso o semplicemente iniziavo a dubitare di me stesso. Avere una persona al mio fianco come Sandro con cui potermi confrontare liberamente mi ha permesso tante volte di ritrovare fiducia e guardare le situazioni da un punto di vista diverso. La cosa che però mi rimane più di tutte è il rapporto che si è creato: siamo partiti da un semplice percorso di mentorship e, con il tempo, siamo arrivati a costruire una vera amicizia. Per me non è mai stato solamente parlare di basket, ma anche crescere come persona e imparare ad affrontare meglio le difficoltà. È un percorso che consiglierei a qualsiasi giovane atleta, perché spesso si pensa solo ad allenare il fisico e la tecnica, dimenticandosi di quanto sia importante la testa. Imparare a gestire pressioni, delusioni e momenti di sconforto ti rende più forte mentalmente e, di conseguenza, ti permette anche di esprimerti meglio in campo.

Giovanni Sambrici

Ho seguito il percorso di mentorship insieme a Sandro per tre anni consecutivi, gli ultimi due del settore giovanile e il primo nel mondo “senior”. Per la mia esperienza è stato un percorso super utile sia dal punto di vista del miglioramento tecnico nella pallacanestro, ma soprattutto mi è servito perché mi ha aiutato a valutare e compiere delle scelte molto importanti per il mio futuro da giocatore. Affiancato da Sandro riguardavamo insieme tutte le partite osservando aspetti positivi, da cui poi ripartire, ma anche aspetti negativi per provare a migliorarli. Oltre alla revisione delle partite sentivo frequentemente Sandro per chiarire dubbi e difficoltà, ma anche e soprattutto per valutare alcune scelte che per un ragazzo giovane non sono facili da prendere da solo.

Consiglio assolutamente questo percorso a tutti i giovani atleti che amano la pallacanestro e che in essa vedono un futuro.

Lorenzo Porta

Il percorso di Mentorship con Extra Pass ha rappresentato per me una parte importante del mio sviluppo, sia come atleta che come persona. Mi ha fatto capire davvero il valore del sacrificio, della determinazione e della costanza, soprattutto in un’età in cui non tutti i miei coetanei erano disposti a lavorare con la stessa intensità. Mi sono sentito seguito a 360°, non solo come giocatore, ma anche nelle mie scelte e nel mio percorso personale. Ho capito che la scelta di perseverare e lavorare duramente, anche quando non era necessario, sarebbe stata vantaggiosa per me, soprattutto a quell’età. Guardando indietro, penso che questa mentalità abbia contribuito concretamente ai traguardi che ho raggiunto, dalla chiamata in Serie D a 16 anni fino al salto in Serie B Interregionale a 18 anni. È un percorso che mi ha lasciato tanto e che consiglierei sicuramente a qualsiasi giovane atleta che voglia crescere dentro e fuori dal campo.

Alessandro Franchi

Il percorso di Mentorship intrapreso con Extra Pass è stato di grande aiuto per il mio percorso di crescita individuale. Avere l’opportunità di confrontarsi con una persona adulta ed esperta in quel ambito, che prima di me può avere incontrato le mie stesse difficoltà, mi ha permesso di analizzare ed affrontare gli ostacoli da una prospettiva diversa e che mai avrei considerato data la mia giovane età. Consiglio vivamente questo servizio, in particolare modo ad atleti che hanno ancora anni davanti nei settori giovanili e che che magari si trovano ad affrontare momenti di difficoltà o scelte importanti. Spesso, infatti, la soluzione migliore non è cercare di affrontare tutto da soli, ma avere qualcuno di competente al proprio fianco che possa aiutarti a vedere le cose da una prospettiva diversa e più lucida.

Pietro Paoletti

Il percorso di Mentorship che ho fatto con Extra Pass mi è servito molto a capire le mie potenzialità, ma anche i miei punti deboli da migliorare.

Episodi da sottolineare quando riguardavo la mia partita con Sandro e mi faceva notare gli errori, mi impegnavo in allenamento a non farli e nelle partite dopo non li commettevo più.

Consiglierei a tutti gli atleti di fare questo percorso perché secondo me è molto utile in tutto, sia nella pallacanestro che nella vita.

Crescere significa anche scegliere

Le storie di questi ragazzi sono diverse, così come lo sono i loro percorsi, le esperienze che hanno vissuto e gli obiettivi che hanno raggiunto.

Eppure, ascoltandole, emerge qualcosa che le accomuna: crescere nello sport significa anche imparare a prendere posizione davanti alle situazioni che si incontrano lungo la strada. A volte significa avere il coraggio di cambiare. Altre volte significa saper aspettare, affrontare una difficoltà, riconoscere un’opportunità o semplicemente fermarsi per capire cosa si vuole davvero.

Sono passaggi che non si imparano soltanto allenandosi. Si imparano anche attraverso il confronto, l’esperienza e la possibilità di guardare una situazione da un punto di vista diverso.

È questo, in fondo, il senso del Mentoring: non fornire risposte già pronte, ma aiutare un giovane atleta a costruire gli strumenti con cui trovare le proprie. Perché non possiamo sapere dove porterà ogni scelta. Possiamo però fare in modo che, quando arriverà il momento di scegliere, un atleta abbia più consapevolezza, più strumenti e maggiore fiducia nel proprio percorso.