CINQUE X CINQUE
Cinque ingredienti per la soddisfazione di un giovane atleta!

Un nuovo anno di pallacanestro è appena cominciato.
Extra Pass ha da pochi giorni tagliato il traguardo dei 5 anni dalla sua fondazione e quale miglior occasione per riflettere su quelle che sono state e continuano ad essere le nostre radici di pensiero e di azione.

Prima di essere una realtà sportiva Extra Pass è stato un’idea, un progetto.
L’obiettivo è stato fin da subito quello di metterci al servizio delle nuove generazioni di atleti, offrendo supporto, professionalità ed una visione, non di certo l’unica, per poter raggiungere la miglior versione di sé stessi in ambito sportivo.

Il nostro approccio era ed è per certi versi “naïf”: proviamo ad aiutarti partendo dai nostri errori, prendendo spunto dagli scogli che abbiamo già avuto modo di affrontare e analizzare. In questi cinque anni il pensiero di Extra Pass è in costante evoluzione e ha l’ambizione di rinnovarsi, di nutrirsi di nuove competenze, convinzioni e radici.
Ma alcuni punti fermi rimangono.

In questa prima newsletter del 2026 vogliamo condividerne con voi alcuni.
Questi ingredienti definiscono da sempre la nostra filosofia e abbiamo l’ambizione di volerli trasmettere agli atleti che entrano in contatto con noi.

Vulnerabilità

La vulnerabilità è il passo 0 di ogni percorso di crescita sportivo. Crescendo sviluppiamo autonomamente delle convinzioni, diventiamo meno permeabili agli insegnamenti esterni, indossiamo una corazza verso qualsiasi autorità. Per poter migliorare come atleti è di vitale importanza abbandonare queste barriere, accettare che altri sottolineino i nostri errori, che altri vedano cose dall’esterno che noi fatichiamo a riconoscere su noi stessi.

Passione

La passione è il motore di ogni percorso sportivo. Nessun talento sarà mai sufficiente per colmare un vuoto di passione. La passione è colei che ti permette di essere un moto perpetuo, di non arrenderti alle prime difficoltà, ai primi insuccessi e di credere che la soddisfazione e la realizzazione (indipendentemente dal significato che abbia per ognuno di noi) possa arrivare al prossimo allenamento, alla prossima partita. La passione ti permette di arrenderti per ultimo e spesso chi rinuncia per ultimo, arriva più avanti degli altri.

Pazienza

La pazienza è un virtù che non va confusa con l’apatia. Se un giovane atleta è frustrato per una sconfitta, per un gap fisico o atletico o per il fatto di essere stato battuto da un avversario, è in parte un buon segnale.

La frustrazione è sintomo di interesse e desiderio di sovvertire lo status quo. La pazienza però è quell’elemento che trasforma la frustrazione in un ingrediente costruttivo e non distruttivo. “Non sono soddisfatto, voglio cambiare le cose ma so che questo richiede tempo, so che il percorso di crescita non è standard e che l’avversario che oggi mi batte perché più alto, più grosso, più pronto, potrò raggiungerlo tra qualche anno grazie al lavoro e ad una visione paziente del percorso sportivo”.

Equilibrio

L’equilibrio in questo senso è un parente stretto della pazienza, semplicemente si muove su una base temporale più breve. “Ieri ho fatto bene, oggi ho fatto male, domani forse farò nuovamente bene”. Nel percorso di un giovane atleta spesso la performance rischia di essere definitoria. Essere equilibrati in questo senso è una qualità molto importante, anche se non soprattutto per chi circonda la vita del giocatore. Negli alti e nei bassi fisiologici non si deve mai correre il rischio di sentirsi troppo bravi o troppo scarsi su base settimanale o, peggio ancora, quotidiana.

La prestazione durante un allenamento o una gara ci dà delle indicazioni circoscritte, la costruzione del nostro valore come giocatori ha un orizzonte più ampio.

Volontà

La volontà ha a che fare con gli obiettivi. “Desidero fortemente raggiungere un obiettivo, diventare un giocatore migliore, giocare in una squadra più importante o in una categoria più prestigiosa”.

La passione è indeterminata, la volontà è determinata.
Probabilmente lo scopo ci allontana dai sogni, dalla spensieratezza, ma è fatale che con la crescita i sogni lascino spazio agli obiettivi.
Diciamo sempre ai ragazzi che ogni anno che passa devono abbandonare una fetta di sogno per riempire il contenitore degli obiettivi. Non si tratta di cinico realismo, semplicemente “se a 22 anni faccio panchina in Serie D, difficilmente diventerò un giocatore NBA”.
Per questo la dinamica del sogno, sempre molto importante, deve ad un certo punto confluire nella volontà di raggiungere obiettivi concreti alla nostra portata.

In definitiva, crediamo che non esista una formula matematica per raggiungere obiettivi determinati. Nessuno può con certezza programmare il nostro percorso sportivo e stabilire che in base a una certa dose di talento, di impegno e di costanza si otterranno risultati X, Y e Z.

Tuttavia se l’obiettivo primario diventa la soddisfazione personale, l’assenza di rimpianto e la consapevolezza di aver raggiunto la miglior versione sportiva di sé stessi, allora la ricetta perfetta forse esiste.

Accettare di essere vulnerabili, affidandosi a persone di fiducia anche quando possono mostrarci cose che non vogliamo vedere.

Essere mossi da una passione instancabile che possa travalicare sconfitte, svantaggi o delusioni, facendosi guidare da una visione equilibrata del proprio percorso.

Dimostrare una volontà concreta verso sogni che presto si trasformano in obiettivi, accompagnati da una giusta dose di pazienza nel raggiungimento di traguardi che possono richiedere tempi e modalità diverse da persona a persona.

Questi cinque ingredienti rappresentano alcuni dei pilastri della filosofia di Extra Pass per poter coltivare un percorso sportivo consapevole e soddisfacente e la bella notizia è che possono essere alimentati e allenati da ogni giovane atleta, basta provare.